Personalmente io vedo il futuro come una strada di notte: sai dove vuoi andare ma non sei mai completamente certo di cosa ti aspetta alla curva dopo, vai avanti con una sorta di incertezza rassicurante, perché ormai sei già in viaggio e non puoi far altro che andare avanti, aiutato di tanto in tanto da qualcuno e a volte brancolante andando completamente alla cieca e preso dalla paura di aver sbagliato direzione.
Quello che spesso non si apprezza abbastanza di questo viaggio è il viaggio in sé, con i suoi profumi, colori, sogni e imprevisti perché tutti cercano disperatamente un senso, una meta o una ricompensa. [...]
Il futuro è un viaggio che si intraprende quando si sente il cambiamento dentro di sé, di solito quando si è grandi. Il viaggio continua fino a quando uno vuole e fino a quando sente che ormai è arrivato alla meta e non ha più bisogno di sognare.
La meta si sceglie quando si è piccoli per esempio avere una famiglia o fare un certo lavoro.
Ma non sempre il futuro è come si era immaginato e può sempre sceglierlo e cambiarlo quando si è adulti.
Giorgia - Scuola Media San Polo di Torrile
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