All’improvviso accade una cosa e tutto sembra un incubo: quando gli imprevisti e le sfortune alla fine si sono rivelate una risorsa?

Una mattina come tutte le altre

Una mattina come tutte le altre mi alzai presto perché dovevo andare con i miei genitori a Roma per delle viste che faccio ogni anno, data la malattia di mio padre.
Un giorno come tutti gli altri, che non avrei mai immaginato mi avrebbe portato così tanto dolore. Presi il treno con i miei genitori e arrivammo all’ospedale dove fui sottoposto ai soliti esami era una cosa abituale. Uscimmo dall’ospedale e, scendendo la rampa di scale, mio padre mi disse:”Giò, i medici hanno detto che probabilmente non potrai più fare sport” da quel momento non fu più uno dei giorno come tutti gli altri, [...]

Giovanni De Nardis – 5° ita – Scuola per l’Europa

Giovanni De Nardis
5itA, scuola per l'Europa

Una mattina come tutte le altre


Una mattina come tutte le altre mi alzai presto perchè dovevo andare con i miei genitori a Roma per delle viste che faccio ogni anno, data la malattia di mio padre. Un giorno come tutti gli altri, che non avrei mai immaginato mi avrebbe portato così tanto dolore. Presi il treno con i miei genitori e arrivammo all'ospedale dove fui sottoposto ai soliti esami era una cosa abituale. Uscimmo dall'ospedale e, scendendo la rampa di scale, mio padre mi disse:"Giò, i medici hanno detto che probabilmente non potrai più fare sport" da quel momento non fu più uno dei giorno come tutti gli altri, anzi si trasformò in uno dei peggiori della mia vita. Ebbi una reazione indescrivibile che ancora ricordo perfettamente comunque, da quel momento la mia vita é cambiata lasciare lo sport agonistico fu una vera sconfitta. Tendo ancora a pensare che quell'episodio non fu una vera e propria risorsa lo fu nell'ambito della personalità perchè ogni tanto mio padre mi dice che sono stato coraggioso e bravo a superare quel fatto. Anch'io penso che mi abbia dato molto penso di essermi ripreso bene ma tutto questo non é comparabile a quello che mi ha tolto. Ogni tanto ci penso e dico che darei qualsiasi cosa per tornare a giocare a calcio con la mia squadra e i miei compagni, perchè tutto quello, messo insieme, era la mia vita. A calcio continuo a giocarci, ma non é più la stessa cosa, manca l'ansia per la partita e gli allenamenti sotto la pioggia, manca tutto. Spero comunque di essere diventata una persona migliore e avere tempo libero porta vantaggi sia a scuola che nella vita, spero che tutto questo mi aiuterà durante il proseguo della mia vita.

Giovanni De Nardis - 5itA, scuola per l'Europa

Lascia un commento!

Nick
E-mail
(non verrà visualizzata)
Testo
CAPTCHA ImageReload Image