226  

La bellissima scarpa.

Si rialzò incredulo dell'accaduto e riprovò a fare un passo, ma si trovò sempre nello stesso punto, cosi ne fece un altro e cosi via ma non accadde nulla. Questo fatto lo turbò molto, perché non riusciva a capire cosa gli era appena successo. Ritornato alla sua piccola casa si toglie le bellissime scarpe da tennis e le rimette davanti alla porta. Il giorno seguente ritrova le scarpe nello stesso punto, con accanto un bigliettino: incuriosito lo prende e lo legge. C'era raffigurata l'immagine di un altro piccolo uomo come lui. Subito dopo qualcuno gli bussa alla porta e con suo grande piacere si ritrova il piccolo uomo dell'immagine, i due si conoscono e tra loro nasce un'amicizia profonda e insieme scrivono i loro pensieri che prima era una cosa che facevano da soli.

Classe I E

 227  

La solitudine e l'amicizia.

Guardando in alto vide la usa montagna con il suo piccolo buco e capì che era troppo difficile per un piccolo uomo come lui scalare quella montagna e tornare nella sua casa. Cosi si diresse verso un villaggio che scorgeva in lontananza per chiedere aiuto. Appena vi entrò trovò la classica confusione di un giorno di mercato e lui, abituato alla solitudine e al silenzio del suo buco. Si spaventò e cercò di scappare, ma una mano amica lo fermò; lentamente si girò e vide un grande uomo che lo guardava sorridendo. Il grande uomo disse: ti sono piaciute le scarpe da tennis e vedo che sono proprio della tua misura. Ti vedevo spesso affiacciarti dalla tua casa per scrutare il mondo e ti ho voluto conoscere, ma quando non sei venuto subito ad aprirmi ho pensato che preferissi stare da solo anche se la cosa mi sembrava un po' strana. Poi quando ti ho visto cadere mi sono preoccupato molto anche se la cosa mi faceva un po' piacere cosi avrei potuto conoscerti. Il piccolo uomo risalì e tornò a casa con l'aiuto del grande uomo felice perché aveva trovato un amico.

Classe I E

 228  

La dimensione parallela.

Era arrivato in un posto stupendo che non si era mai immaginato. Infatti non provava quel gran freddo che aveva in montagna; sotto i suoi piedi non aveva più soltanto rocce e provava un grande senso di libertà perché era sempre abituato a stare nel suo piccolo buco. Quindi questo posto incantato e le sue magiche scarpette scomparvero in pochissimo tempo e si ritrovò nel suo gelido e stretto buco. La mattina seguente alla stessa ora sentì bussare, corse fuori non vide nessuno, ma trovò un altro grande pacco. Anche questa volta lo aprì e trovò una bicicletta. Ma non era una solita bicicletta, aveva una forma un po' strana. Infatti montato sopra i pedali iniziarono a pedalare da soli e la bici spiccò il volo ad una velocità pazzesca. Si ritrovò nel mondo dell'altra volta, ma stavolta non era solo. Infatti trovò un popolo che abitava in quella dimensione. Questi gli fecero un incantesimo e rimase in quella dimensione.

Classe I E

 229  

Anche la solitudine si può curare.

Invece, un altro pacco che fece crescere sempre più la sua curiosità: chi aveva mandato quei doni a lui cosi solo e isolato? Dopo qualche attimo di indecisione decise di aprire il regalo e trovò un completino da giocatore di tennis. Lo indossò e si sentì investire da una forza incredibile. Era diventato velocissimo e con una grande potenza sia nelle gambe sia nelle braccia. Diventato cosi veloce e in grado di volare questa forza sconosciuta lo trasportò in città dove, vincendo gara su gara diventò il numero uno del tennis mondiale. Il successo però non gli cambiò i modi di fare ne i sentimenti, rimanendo sempre gentile, cortese, e servizievole con qualsiasi altra persona, cercando di non isolarle come era accaduto a lui.

Alexes - Classe I E

 230  

L'uomo solitario.

Per lui era un paesaggio nuovo, sconosciuto, i fiori emanavano un profumo inebriante, da lui mai percepito; non sapeva cosa fare, dove andare, era confuso e disorientato, provava una sensazione nuova, la solitudine. Voleva tornare a casa, Ma non sapeva come le scarpe da tennis da lui indossate infatti non gli permettevano di fare alcun movimento, poteva solo scrutare l'immensa campagna fiorita davanti a se. All'improvviso sentì un rumore, erano dei passi, sentiva lo strusciare dell'erba alle sue spalle, aveva paura, grande paura, era indifeso e immobilizzato, chiuse gli occhi per qualche secondo, quando gli riaprì vide davanti a se un viso sconosciuto, l'uomo si chinò ai suoi piedi e li tolse le scarpe. Ora poteva muoversi, poteva scappare, ma non lo fece, i due si scambiarono un'occhiata fugace e poi l'uomo ce dal nulla era apparso nel nulla sparì.

Er pupo - Classe I E

 231  

Un grande uomo piccolo.

Il paesaggio era monotono, ma all'uomo che non aveva mai visto altro che la propria montagna, parse straordinario e si mise a correre come un matto per la steppa erbosa. Dopo dieci minuti di euforia si accorse che comunque egli andava a vedere sempre gli stessi fiori e gli stessi fili d'erba. Allora decise fermamente di continuare a camminare in una direzione: forse cosi sarebbe tornato alla sua montagna e al suo caro buco. Allora camminò per 7 giorni e 7 notti sinché non si accorse che il sole si ingrandiva sempre di più ad ogni passo che compiva. Allora si mise a correre con tutte le sue forze finche il sole si posò davanti a lui. Nel sole c'era un buco, e l'uomo vi ci entrò e vide che era tornato al suo buco nella montagna; allora vide il suo diario, si tolse le scarpe e scrisse: "grazie tu che mi hai dato le scarpe da tennis: ora che ho visto il mondo posso vivere felice nella mia montagna."

Marco F. - Classe I E

 231  

Le magiche scarpe da tennis.

Provò a fare un altro passo, ma venne scaraventato in aria un'altra volta. Volò ancora per qualche minuto, ma questa volta atterrò in un paesino di montagna con piccole casette di legno. Per lui quelle casette erano enormi, perchè era abituato a quel piccolissimo buco in cui viveva. A quel punto capì che l'unico  modo per fermarsi era quello di togliersi le scarpe, ma pensò che in quel modo avrebbe potuto viaggiare in tutto il mondo così decise di tenersele e iniziò a girovagare. Visitò tutto quello che c'era da visitare. Passarono anni e lui iniziò a stancarsi di continuare a volare e di non poter più camminare così provò a togliersi le scarpe, ma non ci riuscì perchè ogni minimo movimento veniva spinto in aria. Lui disperato di non poter tornare nella sua casina iniziò a piangere, a piangere tanto forte che un uomo poco distante da lui lo sentì, si avvicinò e gli chiese che cosa era successo. Gli raccontò tutto e poi scoprì che l'uomo con cui stava parlando era colui che gli aveva donato le scarpe così gliele tolse e l'uomo potè tornare alla sua casetta.

 232  

Non si può vivere da soli.

Stanco, cercò di ritornare alla caverna, ma le scarpe glielo impedirono, appena si mosse lo costrinsero a correre nella direzione opposta ancora, ancora sempre più veloce e più lui opponeva resistenza più frenetica era la corsa. Dopo giorni e giorni arrivò ad una città, lì per la prima volta vide gli abitanti del mondo di cui tanto scriveva ma che non conosceva per niente; da quel giorno cominciò a viaggiare e grazie alle sue scarpe, conobbe il mondo in tutte le sue parti, ma non si volle più fermare e continuò per tutta la sua vita a vagare sempre in cerca di novità. Quelle scarpe erano il dono di un mago, non può esistere al mondo una sola persona che vive in solitudine senza amici, con nessuno se non con un pezzo di carta; la sua vita non avrebbe un senso: è vero anche l'uomo infatti appena conosciuta la vera vita non se ne è più voluto staccare.

Classe I E

 233  

L'uomo che amava la solitudine.

Vide un gruppo di case; tutto questo per lui era nuovo, misterioso, affascinante; subito fu molto diffidente e impaurito da questo nuovo ambiente che non aveva mai visto e conosciuto, ma poi decise di visitare questo paesino che sembrava allegro. L'uomo osservò attentamente tutto il paesaggio e le persone sembrarono molto simpatiche; a un certo punto si accorse che le stesse scarpe che lui aveva ai piedi sono esposte su un banco di un vecchio calzolaio; l'uomo chiese se quelle scarpe gliele aveva donate lui e il calzolaio annuì. Disse "sono contento che tu sia venuto a visitare il paese, a prendere un po' d'aria fresca, queste scarpe le ho fabbricate apposta per te; sono magiche; l'ho fatto perchè! Volevo che uscissi da quella specie di tana in cui vivi; non  ti senti solo senza amici con cui parlare, che fai tutto il giorno?" e l'uomo rispose "io nella montagna  sto bene perchè ormai la mia unica amica è la solitudine ormai ci convivo da tutta la vita; anche se mi sono accorto che la vita qui in paese è migliore, più allegra; ma gli altri abitanti mi accetteranno volentieri perchè non sono visto molto bene dalla gente" e il calzolaio rispose: "certo saranno felici di conoscerti! Vedrai che la tua vita cambierà; capirai i veri valori e non te ne pentirai!". Così da quel giorno l'uomo visse per sempre in paese e dimenticò la solitudine.

Classe I E

 234  

Un montanaro in città.

Il piccolo uomo prese a correre per il campo e provava una strana sensazione, come non l'aveva mai provata prima. Si sentiva libero da ogni cosa e preoccupazione. Ad un certo punto arrivò in visita ad una città, e pensò che non ne aveva mai visto una, perciò decise di entrarvi e cominciò ad aggirarsi per le vie senza meta. Era confuso e il caos che c'era intorno a lui lo turbava; pensò che più che uomini, le persone sembravano formiche. Non gli piaceva la città e voleva tornare a correre nel prato ma non riusciva a trovare un'uscita in mezzo a quel labirinto di vie. Quando finalmente, dopo molto tempo che camminava riconobbe i palazzi che aveva visto entrando per la prima volta in città, vide con stupore che al posto del prato verde c'erano altre costruzioni. Così si rassegnò a vivere per sempre in quel posto così diverso dai monti in cui abitava prima.

Er barcarolo va'a'a' - Classe I E

 235  

La dimensione parallela.

Era arrivato in un posto stupendo che non si era mai immaginato. Infatti non provava quel gran freddo che aveva in montagna; sotto i suoi piedi non aveva più soltanto rocce e provava un grande senso di libertà perché era sempre abituato a stare nel suo piccolo buco. Quindi questo posto incantato e le sue magiche scarpette scomparvero in pochissimo tempo e si ritrovò nel suo gelido e stretto buco. La mattina seguente alla stessa ora sentì bussare, corse fuori non vide nessuno, ma trovò un altro grande pacco. Anche questa volta lo aprì e trovò una bicicletta. Ma non era una solita bicicletta, aveva una forma un po' strana. Infatti montato sopra i pedali iniziarono a pedalare da soli e la bici spiccò il volo ad una velocità pazzesca. Si ritrovò nel mondo dell'altra volta, ma stavolta non era solo. Infatti trovò un popolo che abitava in quella dimensione. Questi gli fecero un incantesimo e rimase in quella dimensione.

Classe I E

  236  

Il piccolo uomo e il grande mondo.

Impaurito, il piccolo uomo, si alzò da terra ancora un po' stordito dalla caduta e tutt'intorno vide fiori colorati, grandi alberi e sopra di lui un grande cielo azzurro. Impressionato dalla grandezza di tutte queste cose e probabilmente spinto da un'irrefrenabile bisogno di conoscere, il piccolo uomo decise di esplorare questo grande mondo. Di fronte a lui c'erano delle case e decise quindi di andare verso queste. Una volta entrato in paese vide tante macchine, gente che urlava, bambini che piangevano. Spaventato da tutto questo frastuono decise di cercare un posto silenzioso e trovò rifugio in un viottolo dove ancora sconvolto si sedette a terra e si addormentò: a svegliarlo fu la pioggia che quella sera scendeva a dirotto, e lì per terra bagnato, si sentiva solo, senza niente e nessuno che poteva proteggerlo; e sentì la nostalgia del suo buco. Questo mondo a lui una volta sconosciuto, cominciava a prendere forma e non era poi così fantastico come pensava. Si alzò dunque e se ne tornò sconsolato a casa, la sua casa, un piccolo buco dove lui poteva davvero esser felice con solo i pensieri e 4 mura, non aveva bisogno di cose materiali. A lui per esser sereno, bastava solo la fantasia, perchè a volte sognare è l'unico modo per vivere, per coloro che niente posseggono, che non hanno libertà concrete; l'unico modo per sentirsi felici è sognare perchè nessuno può toglierci questa libertà

Bertolotti Silvia - Classe I E

 237  

L'uomo del buco.

Una grande città. Si rialzò e incuriosito prese a camminare verso la città finchè vi entrò, guardava estasiato tutti quei negozi e grattacieli ma soprattutto guardava la gente. Egli infatti in tutta la sua vita non ne aveva mai vista tanta tutta in una volta, era spaventato da questa massa e prese a correre, a correre finchè non entrò in un porticato di una casa dove non c'era nessuno. Dopo poco arrivarono due bambini che guardavano l'intruso con aria impaurita, il piccolo uomo li guardò e si spaventò ma i due bambini si avvicinarono e presero a parlare all'uomo che subito era impassibile poi si sciolse e cominciò a parlare della sua vita sofferta dentro il buco e anche i bambini raccontarono la loro vita sofferta; l'uomo era finito dentro un orfanotrofio. Parlarono e parlarono e l'ometto provò una nuova sensazione: l'amicizia e tutto questo grazie alle scarpe misteriose.

Classe I E

 238  

Il significato dell'amicizia.

Così finalmente vide il mondo che lo circondava ed era bellissimo. Non lo aveva mai visto considerando che l'unico rapporto che aveva con l'esterno era guardare attraverso quella minuscola porta. Da quel preciso momento si rese conto che la sua vita così non poteva continuare, allora, comprò una magnifica villa di cinque piani e la divise con quante persone potevano abitarvi; socializzò, si fece amico tutti quanti gli abitanti di questa casa. In poco tempo appianò la montagna dove viveva e ne fece un villaggio in cui lui conosce tutti e sono tutti amici; si sposò con una ragazza del luogo e formò famiglia. Tutto questo senza mai dimenticare di quel paio di scarpe magico che come tale, gli aveva fatto conoscere il valore dell'amicizia.

Classe I E

 239  

Sogno

Una farfalla che gli disse "vieni con me, questo è il mondo dei sogni". Il piccolo uomo la seguì e andò in un posto simile alla sua casa. Il piccolo uomo entrò dentro e trovò se stesso, incominciò a sbracciare e a gridare per farsi sentire dalla sua copia ma la farfalla gli disse: "non ti può sentire, siamo in un sogno. Guarda quello sei tu adesso solitario senza amici. Ora ti porto dall'altra tua copia e vedrai." Si diressero dall'altra parte del mondo, immaginarono e videro l'altra copia che giocava con altri amici e si divertiva: "Quello sei tu con gli amici. Se vuoi puoi esser così ma non devi avere paura." Il piccolo uomo stava per parlare, ma un vento fortissimo lo riportò nella realtà. Arrivato a casa uscì con le scarpe da tennis ed iniziò una nuova vita.

Classe I E

 240  

Un piccolo uomo che pensa di vivere nel modo giusto.

Lui questo paesaggio non lo aveva mai visto e gli piaceva molto, così la paura si trasformò in curiosità e allora decise di continuare la visita del mondo fuori dal suo buco e capì come era bello e interessante:  si arrabbiò per il tempo che aveva perso in quel buco a far niente solo perchè aveva paura di tutto quello che non conosceva; così decise di viaggiare tutto il mondo scoprendo le sue meraviglie e anche le cose negative  perchè aveva capito che le cose prima di giudicarle, occorre prima conoscerle e poi se sono sbagliate, cercare di correggerle.

Classe I E

 241  

L'uomo e l'aquila.

L'uomo si alzò in piedi e cominciò a vagare per i prati finchè trovò un gnomo che gli chiese che cosa ci facesse in giro. L'uomo rispose che si era perso e non sapeva più ritornare a casa sua. Lo gnomo lo prese con sè e lo portò al suo villaggio, là lo presentò a tutta la popolazione. L'uomo raccontò a tutti della sua avventura e gli abitanti decisero di condurlo dal "Grande Capo" che lo aiutò a tornare a casa sua. Quando l'uomo arrivò al suo buco, si accorse che questo era diventato il nido di un'aquila. L'uomo decise di uccidere l'aquila e quando riuscì nel suo intento si barricò dentro casa sua e non aprì più a nessuno.

Classe I E

 242  

Ho ritrovato la felicità.

Tanta gente che felici ridevano e mangiavano sul prato e sembrava che lo chiamassero: era proprio così,  lo stavano chiamando. Lui con il cuore in gola da questa esperienza che sembrava quasi un sogno, fece un passo e si chiedeva se fossero state le scarpe a condurlo lì. Più si avvicinava e più aumentava la paura. Tutto così misterioso, però non era  un sogno, lui si trovava in mezzo alla gente per la prima volta, dopo trent'anni quando i suoi genitori erano morti in un incidente  aereo e lui fu catapultato su quel posto senza vita. Le persone che si trovavano lì, stupiti della sua comparsa quasi  improvvisa, lo accolsero molto benevolmente, gli diedero i vestiti e decisero di ospitarlo a casa loro finchè non avesse imparato la lingua. Sembrava che quello fosse il giorno più bello della sua vita, non si sarebbe più trovato da solo ma felice in mezzo a gente che gli avrebbero dimostrato affetto.

Classe I E

 243  

Volo con un sogno.

E a sinistra l'entrata verso una grande città. Preso dalla curiosità andò a dare un'occhiatina. Vide dappertutto gente, tanta gente che si muoveva sui veicoli o a piedi. Sembravano tante minuscole formiche. In cielo non riusciva a vedere tutto nei minimi particolari, così decise di scendere nella strada e a dire il vero... per poco non veniva travolto da una macchina!!! Sentì in lontananza della musica e un vocio insolito di bimbi e decise di scoprire che cosa fosse... era il Luna Park!! Contento e soddisfatto delle sue nuove scarpe che l'avevano portato in mezzo a tutta quella gente, fece un giro in tutte le giostre e si diverti un mondo! Ormai era sera e era ora di tornare a casa, ma ad un certo punto l'uomo guardò la luna e si chiese come sarebbe stata la vita lassù. Le scarpe con un balzo lo portarono su quel pianeta a lui sconosciuto. Regnava la solitudine....ad un tratto sentì un rumore,  il rumore della sveglia che gli diceva di alzarsi e di vivere un'altra giornata nel suo piccolo buco della montagna.

Francesca - Classe I E

 244  

L'uomo che non conosceva l'amicizia.

Che cosa fare? Non era abituato a quei paesaggi. Un gruppo di bambini si mise a giocare proprio davanti ai suoi occhi. Giocavano con uno strano oggetto rotondo e poi a un gioco piuttosto infantile; ma a lui questo non interessava; vedeva come quei bambini si divertivano e ridevano; ciò che lui non aveva mai fatto. Ma in quel momento la sfera gli scivolò da un fianco; un bambino corse per prenderla e lo vide.  Con un grande sorriso lo invitò a giocare. Giocò e mangiò con loro poi verso sera lo portarono nella loro casa (mai ne aveva visto una così grande) e fu accettato da tutti persino da un animale peloso che si veniva a strofinare sempre su di lui. Ma non ci mise molto ad ambientarsi perchè è più difficile abituarsi alla solitudine che all'amicizia.

Chicca '86 - Classe I E

  245

 Una gita per il mondo

Un fiume che porta a una meta indefinita. L'uomo non aveva mai visto questo paesaggio: per tutta la sua vita era stato chiuso nella sua piccola casa e solo ora incomincio' a provare nuove sensazioni.
Non ancora ripreso dallo schock, l'uomo viene trascinato nuovamente dalle scarpe e questa volta lo portarono a fare un giro piu' lungo, a visitare il mondo.
Per la prima volta vide gente come lui (forse un pò più  grossa) e i loro modi di fare.
Osservò il mondo con occhi nuovi, fino a che le scarpe lo riportarono a casa, a quella casa che non riconobbe più.

Classe I F

 246

Il cambiamento della vita di un uomo, dalla completa solitudine all'amicizia con altre persone

Vide un paese popolato da tante persone. Queste persone mostrano una grande felicità nello stare insieme. L'uomo solitario decide così di recarsi in quel paese, dove avrebbe potuto conversare, confrontarsi con altre persone.
L'eremita camminò fino a quando arrivò nel paese, gli abitanti lo accolsero con un pò  di schermo, poichè era diverso da loro. In pochi giorni però l'uomo riuscì ad ambientarsi e così cominciò a parlare con diverse persone del paese. Da quel giorno l'uomo cambiò e non fu più il solitario che era prima ; ora era diventato una persona molto loquace. Da quel giorno l'uomo divenne un abitante del paese poichè si era trovato molto bene in compagnia e decise di restarci.

Classe I F

 247  

L'omino solitario

Alcuni simpatici animaletti che giocavano; alzò lo sguardo e, vedendo il sole, la sua anima e il suo corpo si scaldarono e pensò che il calore che stava sentendo era molto più piacevole del clima umido in cui viveva da tanto tempo. Ad un certo punto un piccolo scoiattolo si avvicinò all'uomo che con gentilezza lo accolse tra le sue piccole mani. Il piccolo uomo guardò lo scoiattolo che aveva bisogno di un  amico con cui giocare, e si accorse che il diario a cui confidava i suoi pensieri non emanava tanto calore quanto quell'animaletto che ora teneva tra le mani : il  piccolo uomo si accorse che il calore che emanava quel piccolo scoiattolino, non era come quello del sole, non era come quello del fuoco, era un'altro calore: il calore dell'amicizia.

Classe I F

 248

 Non c'è pace a questo mondo!

una città? Con qualche balzo vi si trovò all'interno, proprio sulla strada principale; subito si spaventò sentendo il rumore delle macchine e degli autobus; lo smog infestava tutto quanto, la gente camminava frenetica urlando  parolacce al cellulare. Si sentì come travolto dalla massa. Poi si girò  e vide una figura triste ed ingenua. Aveva il viso sporco di nero e i capelli  spettinati, accanto a lei c'era un cagnolino che cercava di mordersi la coda. Con i suoi occhioni grandi guardava la gente che passava e tendeva la mano per ricevere qualche moneta, ma tutti erano completamente indifferenti. Aveva visto abbastanza e se ne andò. Con i suoi lunghi salti si trovò presto in un altro luogo, in una pianura. Tutto gli sembrava tranquillo, quando all'improvviso sentì un fischio e poi un grande botto. Subito una pioggia di proiettili gli si sprigionò addosso; scappò terrorizzato. Continuò per tanto tempo a viaggiare da una parte all'altra del mondo e ogni volta rimaneva deluso. Un giorno arrivò su un'isola deserta e pensò di poter finalmente vivere in pace, ma ricevette una gran botta morale " era sul set della 2^ edizione di Survivor.

Classe I F

 249

 Le scarpe da tennis

Vide anche delle montagne e una città; questa era una cosa nuova per lui che era vissuto sempre dentro quel buco e quindi ne rimase abbagliato; così grande e così laboriosa lo folgorò nell'animo e lo fece svenire.
Appena si svegliò  si ritrovò in una stanza e fu attorniato da gente che lo guardava incredula. Probabilmente lo avevano trovato e lo avevano portato in casa per curarlo e assisterlo ma non  parlava la sua lingua e erano molto diversi da lui.
Era la prima volta che incontrava degli esseri  umani, gli piaceva  stare in mezzo a loro , gli piaceva essere osservato.
Entusiasta da questa nuova realtà si alzò in piedi per abbracciare una tra queste persone ma appena si mosse, le scarpe fecero effetto e magicamente si ritrovò  nel suo buco.

Classe I F

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L'uomo che perse e ritrovò la voglia di pensare

Vide una città, cupa e triste; per prima cosa si tolse le scarpe e le gettò lontano, successivamente entrò nella città.
La città era enorme ed abitata da milioni di persone; egli era diverso dagli altri : tutte le altre persone correvano da una parte all'altra della città. Egli era fermo, in mezzo alla strada, aveva paura, non amava quella confusione, voleva tornare nella sua abitazione  sulla montagna. All'improvviso una persona gli chiese un'informazione, egli si spaventò, corse fuori dalla città, ritrovò le scarpe da tennis; le indossò e iniziò a correre. Tornò nella sua casa solitaria, poichè, solo
Lì poteva pensare.

Classe I F