Meeting con i giovani: una presentazione

L’iniziativa, ormai denominata Meeting con i giovani: le mie domande non solo mie, è nata quasi per caso come conseguenza dell’atteggiamento di ascolto, con cui gli operatori dello “Spazio/Giovani” cercano di caratterizzare la loro attività. L’occasione si è presentata nove anni fa, quando si pensò di organizzare un convegno per approfondire i temi dell’adolescenza e consolidare, nei rapporti con la città e le istituzioni, l’esperienza del consultorio per adolescenti.

La nostra équipe, dopo anni di ricerche, riflessioni e aggiornamento professionale, voleva cimentarsi in un confronto pubblico per raccogliere suggerimenti, approfondire collaborazioni, proporre progetti nell’ambito delle attività rivolte alla promozione della salute e alla prevenzione del disagio.

Ci accorgemmo ben presto che nessuno di noi voleva imbarcarsi nella programmazione di uno dei soliti convegni formali, celebrativi, teorici, noiosissimi. E soprattutto ci rendemmo conto che la qualità diversa del nostro lavoro doveva esprimersi anche in questa circostanza: come dare ancora una volta la parola i giovani per ascoltarli? Come sentire il loro parere rispetto al nostro lavoro e al nostro servizio?

Stabilito l’argomento – “Come costruire uno spazio adulto capace di ricevere le domande degli adolescenti” -, chiedemmo la collaborazione di insegnanti e operatori culturali – coreografi, danzatori, registi, musicisti, grafici, ecc. – perché aiutassero gruppi di adolescenti a riflettere insieme sul tema, ad elaborarne qualche aspetto attraverso le modalità che ogni gruppo avrebbe scelto e a portarne l’esito al convegno.

Nell’organizzazione dei lavori emerse ben presto che i ragazzi non volevano portare i loro lavori a un’assemblea di adulti: erano molto più interessati a ritrovarsi con altri coetanei, per confrontarsi e – perché no? – divertirsi con loro, nella certezza che gli altri giovani avrebbero compreso meglio il loro percorso e il loro prodotto.

Un fitto dialogo si è avviato tra Spazio/Giovani, Amministrazione Comunale e Provinciale, Provveditorato agli Studi, Università, il Teatro delle Briciole ed altre Compagnie di teatro e di danza, singole scuole ed istituti: la sinergia di sforzi ha promosso una rete di iniziative, che da allora si è progressivamente dilatata con significative ricadute in altri settori di intervento per l’adolescenza. Così quel convegno si è trasformato in un meeting di giovani, il primo di una serie che, da allora, grazie all’impegno di insegnanti e operatori, si replica ogni anno verso la conclusione di ciascun anno scolastico. L’esperienza è diventata oggetto di studio di sociologi e psicologi di comunità e si è progressivamente consolidata, grazie anche al sostegno decisivo di sponsor.

Il Meeting è la testimonianza di un percorso, in cui ai ragazzi ogni anno si offre l’opportunità di:

  • fare ricerca su tematiche che riguardano la loro salute fisica, psicologica, interpersonale e sociale;
  • sperimentare un lavoro di gruppo che promuova la capacità di relazione nel gruppo dei pari e nella collaborazione con gli adulti;
  • coniugare esperienze di studio e di ricerca con esperienze che valorizzino la creatività e le forme espressive tipiche del mondo adolescenziale;
  • condividere gli esiti della ricerca con altri giovani che tale ricerca non hanno svolto o hanno sviluppato in modo diverso.

All’inizio di ciascun Anno Scolastico lo Spazio/Giovani propone un tema e raccoglie le adesioni delle Scuole e delle Agenzie interessate (Centri Studi, Scuole di Danza e Compagnie Teatrali con una tradizione di lavoro con i ragazzi), che vi lavorano dall’autunno alla primavera per portare gli esiti al Convegno conclusivo di tre giornate, il Meeting, appunto.

Nell’organizzazione dei Gruppi di lavoro – di solito gruppo/classe o interclasse -, mirati ad approfondire temi specifici rispetto all’argomento del Meeting, gli adulti si impegnano nel ruolo di facilitatori della ricerca e promotori delle attitudini dei ragazzi, piuttosto che come conduttori dell’esperienza. Il facilitatore, infatti, ha il compito di promuovere uno spazio in cui i ragazzi possano confrontarsi tra loro, portando ciascuno il proprio contributo – le risorse interne -, e al tempo stesso deve segnalare i luoghi dove ottenere supporti per la realizzazione dei progetti – le risorse esterne -.

Il contributo di ciascun Gruppo deve essere attinente al tema, perché il Meeting non sia un semplice contenitore di proposte eterogenee, ma occasione di confronto: e tuttavia si ritiene fondamentale che l’argomento specifico da trattare e le modalità con cui proporlo siano decisi dai ragazzi.

Gli insegnanti e gli operatori che aderiscono possono partecipare al Corso d’aggiornamento, intitolato L’insegnante come facilitatore, inserito nei Corsi previsti dal Piano Provinciale d’Aggiornamento del Provveditorato agli Studi.

Tutto ciò ha significato uno sforzo singolare della sanità pubblica nel rompere gli schemi consueti di intervento per adattarsi a un’utenza inquieta e imprevedibile, qual è l’adolescenza: vengono mobilitate le istituzioni e il territorio in un intervento di rete per aprire uno spazio di riflessione e confronto, in cui gli adolescenti, in collaborazione con gli adulti, possono lavorare insieme sulle loro problematiche e promuovere una metodologia di lavoro, in cui si facilita la libera espressione di sé.

E’ convinzione ormai consolidata che la prevenzione più efficace consiste nella promozione della salute e che tale compito, anche nell’attuale fase di crisi del Welfare State, resti fondamentale per il Servizio Sanitario. A maggior ragione la funzione preventiva deve essere assolta quando la personalità è ancora in costruzione e il futuro ancora da realizzare, come è il caso, appunto, dell’adolescenza.